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Forte Arbuticci e cinghiali a Caprera.
 


Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena – Comunicato stampa del 02.02.2011

La Conferenza di servizi per affrontare il tema della presenza cinghiali a Caprera è stata rinviata a lunedì 07-02-2011

La Conferenza di servizi voluta dall’Ente Parco per affrontare il tema della presenza dei cinghiali sull’isola di Caprera è stata posticipata in data 07-02-2011 alle ore 10.30 presso la sede del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena di via Giulio Cesare.

L’introduzione a partire dagli anni ottanta di alcuni esemplari di cinghiale ibrido nell’isola di Caprera ha determinato una serie di problemi di carattere igienico sanitario, ecologico e un pericolo per l’incolumità dei tanti visitatori dell’isola; problemi che sono stati affrontati nel corso degli anni attuando politiche di contenimento dei capi attraverso abbattimenti selettivi. La conferenza di servizi è convocata per riprendere le attività di abbattimento selettivo degli esemplari a partire da una valutazione collegiale delle migliori strategie per il raggiungimento del risultato.

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Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena – Comunicato stampa del 02.02.2011

“Arbuticci, il vero Museo è Caprera”

L’Ente Parco ha espresso parere negativo in merito al progetto previsto sul Forte Arbuticci nell’Isola di Caprera. La presentazione del progetto da parte della Struttura di missione desta numerose perplessità in relazione alle specifiche leggi istitutive dell’Ente Parco, ma soprattutto all’attuale contesto delle norme comunitarie in ambito urbanistico e paesaggistico all’interno di un’area di importanza comunitaria (SIC), nonché zona a protezione speciale (ZPS).

Le motivazioni della posizione dell’Ente Parco sono state illustrate a livello tecnico dal Presidente del Parco Bonanno nel corso della conferenza di servizi, dopo la presentazione del progetto dell’Unità di missione e dell’architetto Pellegrini. L’incontro era stato convocato proprio per verificare le posizioni delle amministrazioni competenti relativamente all’intervento previsto, che rientra all’interno delle celebrazioni del Centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia, ed eventualmente apportare modifiche alo progetto stesso.

In riferimento alla normativa che ha istituito il Parco (DPR del 17 maggio 1996) e il quadro di riferimento europeo (il Parco è quasi interamente un’area SIC/ZPS con un Piano di gestione approvato dalla Regione Sardegna) il progetto non può essere avallato; esso inoltre si discosta dal concetto originario sulla base del quale era stato voluto. In principio si parlava infatti di una “rifunzionalizzazione” del Forte Arbuticci per la quale l’Ente Parco si è sempre dichiarato d’accordo: un tipo di progetto che, come ha ricordato anche Giuseppe Garibaldi – membro del Consiglio direttivo del Parco e Presidente dell’Istituto internazionale di studi “G. Garibaldi” – era stato ideato ed avallato dall’amministrazione comunale di quasi vent’anni fa.

Proprio per tale ragione la zonizzazione e i vincoli sull’area, previsti dal DPR del 1996 – che la classifica come TB –  rispecchiano il volere delle passate amministrazioni di scongiurare il rischio di nuove costruzioni.

Quali sono secondo il Presidente del Parco le prospettive per il progetto e per il Forte Arbuticci? «Il progetto dovrebbe essere riportato alle previsioni originarie, fatte al tempo in cui si era iniziato a parlare del progetto di “Garibaldi nel mondo”, e che prevedevano esclusivamente l’utilizzo dei volumi esistenti. E soprattutto occorrerebbe puntare su una maggiore valorizzazione della fortezza per quello che è il suo valore storico.

Per quanto concerne la viabilità di collegamento, siamo fortemente contrari, per due ordini di motivi, all’idea presentata, seppure non oggetto di valutazione poiché presentata tra le “Varie ed eventuali” all’ordine del giorno. Innanzitutto – spiega Bonanno – per una questione di sicurezza antincendo: infatti la via che collega il Forte Arbuticci a Cala Garibaldi, già risistemata l’anno scorso dopo un intervento dello Stato di circa centomila euro, dovrebbe rimanere libera, poiché qualora dovesse scoppiare un incendio, essa rappresenterebbe un’importante via di fuga. Inoltre quello presentato oggi – continua il Presidente – è un progetto di riqualificazione con bitume, il cui utilizzo è vietato dal Piano paesaggistico regionale: a questo si lega anche la seconda motivazione, che riveste soprattutto un carattere storico e paesaggistico, poiché la strada finirebbe per dividere esattamente a metà gli Orti di Garibaldi.

Proprio questi ultimi rappresentano, all’interno della visione generale dei progetti dell’Ente Parco per i prossimi anni, un momento saliente di Caprera vissuta come monumento storico-naturale complessivo. Su quella strada possono e debbono essere fatte migliorie attraverso interventi di ingegneria naturalistica, che ne conservino la fruizione ai numerosi maddalenini che da qualche tempo a questa parte, grazie alla riqualificazione di circa un anno fa, la frequentano a piedi e in bicicletta».

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Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena – Comunicato stampa del 03.02.2011

Forte Arbuticci, la posizione dell’Ente Parco confermata dai documenti urbanistici comunali

A seguito delle dichiarazioni pubblicate a mezzo stampa, l’Ente Parco avverte la necessità di chiarire alcuni aspetti relativi alla propria posizione sulla progettazione relativa al Forte Arbuticci presentata nel corso della conferenza di servizi tenutasi lo scorso martedì nel salone consiliare comunale.

Pur condividendo pienamente e ribadendo nuovamente i positivi giudizi espressi sul valore culturale connesso alla volontà di ristrutturare il Forte, l’Ente Parco ritiene che il progetto così formulato non sia compatibile non solo con i vincoli comunitari sull’area o con la zonizzazione del Parco – voluta proprio dalle stesse amministrazioni comunali che avevano sviluppato il progetto originario su Arbuticci – ma neppure con gli strumenti urbanistici comunali: innanzitutto perché l’area di Caprera è definita come H e attorno al Forte Arbuticci esiste una fascia di rispetto assoluto di cento metri, ma anche perché all’interno del Piano urbanistico comunale sono presenti altre prescrizioni che sembrerebbero escludere l’ammissibilità del progetto così com’è stato presentato.

Con questo progetto si rischia di far venir meno l’identità architettonica della struttura, poiché il progetto di restauro presentato non è in realtà rivolto essenzialmente alla conservazione dei caratteri fondamentali dell’opera, ma addirittura prevede un aumento di volumetria che contrasta con la definizione di “Restauro conservativo” descritta tra le Norme tecniche di attuazione del Piano urbanistico comunale.

«Tengo a ribadire – precisa il Presidente del Parco Giuseppe Bonanno – il fatto che le considerazioni avanzate dall’Ente Parco nel corso della conferenza di servizi nascono non da valutazioni di carattere personale o tipo estetico sulla bontà del progetto, ma esclusivamente da aspetti connessi alla sua realizzazione a norma di legge.

L’Ente Parco ritiene comunque – spiega il Presidente del Parco Giuseppe Bonanno – che vi siano margini di discussione sull’idea di ristrutturazione del Forte, la quale avrebbe dovuto basarsi sulle idee che le amministrazioni comunali del passato hanno portato avanti per anni, oltre che sui contenuti degli incontri propedeutici al progetto stesso, che prevedevano esclusivamente il completamento del restauro del Forte. Su questa base è certamente possibile discutere dei miglioramenti, purché non ci si discosti dalla filosofia del luogo.

Per quanto riguarda la strada tra il Forte e Cala Garibaldi, l’Ente rileva che, a prescindere dal divieto generale di utilizzo di bitume contenuto nel Piano paesaggistico regionale, essa è funzionale al Piano antincendio dell’Isola di Caprera, aggiornato l’anno scorso e realizzato proprio grazie alla disponibilità della Protezione civile e ai finanziamenti messi a disposizione dalla Presidenza del Consiglio.»

«I vincoli legati alla presenza di un Sito di interesse comunitario non sono certo imposti da “questo Parco” e non sono comunque contrastanti con le possibilità di sviluppo della città – continua il Presidente del Parco Bonanno – . Inoltre il valore paesaggistico e naturalistico di Caprera è così elevato che qualsiasi amministrazione dovrebbe valutare con attenzione progetti che presentano aumenti di volumetria incompatibili con le vigenti norme locali, nazionali e sovranazionali.

Strano che si chieda di partecipare alle celebrazioni per il Centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia senza tenere in considerazione proprio le Leggi dello Stato e le regole che i vari enti hanno scelto per il proprio territorio. Tali norme dovrebbero essere seguite dalle amministrazioni che le hanno scelte; è ovvio che se però si fa finta di non conoscerle esse possono anche essere disattese. Io però non posso assumermi la responsabilità di avallare una progettazione per tali celebrazioni andando palesemente in contrasto col contesto giuridico vigente e la legalità.

Mi auguro che venga presentato a breve un nuovo progetto, magari tenendo conto del fatto che sul territorio di La Maddalena esistono molti cimeli dell’era “post G8” che potrebbero essere rivitalizzati e riqualificati proprio in funzione del Centocinquantesimo; senza trascurare il fatto che con le stesse somme disponibili potrebbero essere realizzati molti più interventi capillari sull’isola di Caprera e certamente più utili alla collettività, semplicemente recuperando i volumi esistenti.»

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