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A cura del Dott Pietro Fonnesu, Consulente del Lavoro.

La Maddalena, 13 Settembre 2011.

Nei casi di inagibilità per accertato degrado fisico, come nel caso di immobili diroccati, pericolanti o fatiscenti, e per obsolescenza funzionale, strutturale e tecnologica, non risolvibile con interventi di manutenzione o di ristrutturazione, è possibile attivare una procedura catastale dalla quale far risultare che l’immobile è privo dei requisiti che lo possano rendere agibile e quindi utilizzabile, e, quindi, ottenere una variazione della rendita catastale.

Tale procedura consiste nell’inoltrare all’Ufficio Catastale una denuncia di variazione, corredata dall’attestazione degli organi comunali ed eventualmente da altri organi competenti, entro il 31 gennaio, con effetto per l’anno in cui la denuncia è stata prodotta e per gli anni successivi, a condizione che l’immobile oggetto di denuncia di variazione non sia di fatto utilizzato.

Di conseguenza, chi ha attivato tale procedura, deve indicare nel modello Unico, oltre il codice 3 nella colonna 6 del Quadro RB, relativa ai casi particolari, nella colonna 1 la nuova rendita catastale attribuita dal Ufficio Catastale, o, in mancanza, la rendita presunta.

Se il contribuente non ha attivato la procedura di variazione, il reddito dell’immobile inagibile deve essere assoggettato ad imposizione fiscale secondo i criteri ordinari e quindi con la rendita catastale ordinaria.

 

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