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A cura del Dott. Pietro Fonnesu, Consulente del Lavoro.

La riforma previdenziale è volta a ridisegnare profondamente il nostro sistema pensionistico.

L’effetto delle misure adottate è quello di unificare l‘età di uscita dal lavoro, cha a regime dal 2022 sarà per tutti di 67 anni, con la sola eccezione delle persone che hanno lavorato più di quattro decenni (cosiddetta pensione anticipata) o hanno svolto lavori usuranti.

La riforma ha introdotto la pensione anticipata che consente di andare a riposo prima dell’età di vecchiaia solo se si superano i 42 anni e 1 mese di contributi (per le donne 41 anni e 1 mese), con delle penalizzazioni per chi sceglie il pensionamento anticipato in età antecedente ai 62 anni.

Per quanto riguarda la pensione di vecchiaia, la riforma stabilisce che l’età di pensionamento è fissata per tutti i lavoratori dipendenti e autonomi e per le dipendenti del settore pubblico all’età di 66 anni.

Rimane una differenza di trattamento per le donne del settore privato, sia dipendenti che autonome, in particolare, l’età per il pensionamento di vecchiaia delle donne lavoratrici cresce sempre in maniera graduale, in particolare, il requisito sale a 62 anni nel 2012 (63 anni e 6 mesi per le autonome), a 63 anni e 6 mesi dal 2014 (64 anni e 6 mesi per le autonome), a 65 anni dal 2016-(65 anni e 6 mesi per le autonome)- e, infine, va a regime a 66 anni a partire dal 2018 (66 anni dal 2018 anche per le lavoratrici autonome).

Per coloro che svolgono lavori usuranti la legge riconosce la possibilità di andare in pensione con requisiti meno rigorosi rispetto alle regole ordinarie.

Secondo la legge rientrano nella categoria i lavoratori che hanno svolto (per almeno 7 degli ultimi 10 anni e, a partire dal 2018, per almeno metà della vita lavorativa) lavori in galleria, lavori nelle cave, ad alte temperature, lavorazioni del vetro, addetti alle catene di montaggio, conducenti di autobus di linea e turistici.

Sono ammessi al beneficio anche i lavoratori notturni a condizione che abbiano svolto lavoro notturno per almeno 64 notti l’anno.

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