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Diritto alle ferie: la normativa.
 

A cura del Dott. Pietro Fonnesu, Consulente del Lavoro.

L’articolo 2109 del Codice Civile regolamenta il diritto del lavoratore, per ogni anno di servizio, ad un periodo di ferie, possibilmente continuativo, tenendo presente sia delle esigenze dell’impresa che degli interessi del prestatore di lavoro.

Le ferie sono irrinunciabili ed il loro mancato godimento, a causa di un fatto imputabile al datore di lavoro, dà diritto ad un compenso sostitutivo (indennità ferie non godute). L’articolo 10 del Decreto Legislativo 66 del 2003 stabilisce che il lavoratore ha diritto ad un periodo annuale di ferie retribuite non inferiore a quattro settimane. Questo periodo va goduto per almeno due settimane, consecutive se il lavoratore ne fa richiesta, nell’anno di maturazione e le restanti due settimane devono obbligatoriamente essere godute entro i 18 mesi successivi al termine del periodo di maturazione (ad esempio le ferie del 2012 vanno godute per due settimane entro e non oltre il 31 dicembre 2012, mentre le restanti 2 settimane vanno godute entro e non oltre il 30 giugno 2014).

La sostituzione della godibilità delle ferie non può essere sostituita con l’equivalente indennità per ferie non godute salvo nel caso di cessazione del rapporto di lavoro.

Le ferie maturano oltre che nei periodi di normale svolgimento del lavoro, anche durante il periodo di prova, durante le assenze per malattia o maternità, durante il congedo matrimoniale o durante le assenze per permessi retribuiti.

Il diritto alle ferie, invece, non matura durante le assenze per maternità facoltativa o durante le assenze per Cassa Integrazione Guadagni.

La frazione di mese uguale o superiore a 15 giorni è considerata come mese intero.

        

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