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A cura del Dott. Pietro Fonnesu, Consulente del Lavoro.

L’attività ricettiva di Bed & Breakfast in Sardegna è regolamentata dall’articolo 6 della Legge Regionale del 12 agosto 1998.

La normativa consente per chi inizia tale attività di ospitare saltuariamente nella propria abitazione persone che necessitano di un alloggio ma che non vogliono alloggiare in albergo o in agriturismo.

Tale attività, proprio per differenziarla dalle altre attività ricettive, oltre che essere saltuaria, non può essere organizzata attraverso l’ausilio di personale dipendente e può essere svolta esclusivamente in abitazioni con categoria catastale A/1- A/2 – A/3 – A/4 – A/5 – A/7 – A/8 – A/11.

Per aprire un B&B è necessaria un’autorizzazione da richiedere al Comune e, come per tutte le altre attività ricettive, l’avviamento va segnalato alla Pubblica Sicurezza, alla quale vanno poi segnalati i nomi delle persone ospitate.

A norma di legge, il numero delle camere da letto per l’ospitalità è fissato in tre, per un totale di sei ospiti, con la disponibilità di almeno un bagno completo; le camere, la cui superficie minima deve essere di 14 mq per una doppia e 9 mq per una singola, non devono sottostare ad alcuna disciplina per quanto riguarda gli arredi, ma vige il divieto di utilizzare nella stanza fornelli per la preparazione del cibo e ogni altro apparecchio produttore di calore tranne quelli per la toilette.

I servizi accessori comprendono un cambio settimanale della biancheria, pulizia bisettimanale dei locali e una prima colazione con cibi preconfezionati con menù tipicamente continentale a base di pane, fette biscottate, brioche, marmellata, burro, latte, caffè e succo d’arancia.

L’aspetto principale, è che tale attività non può avere carattere continuativo per tutto l’arco dell’anno, ma deve svolgersi a carattere saltuario o per periodi ricorrenti stagionali.

Per l’avvio dell’attività il titolare non occorre che sia iscritto nel Registro delle Imprese tenuto presso la Camera di Commercio, né che sia munito di libretto sanitario, ma, come detto in precedenza, è tenuto a richiedere l’autorizzazione al Comune di competenza.

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