Home » News » Rubriche News » Indifferenza e immobilismo nei confronti dello sport. Salvatore Faggiani analizza le possibili cause.
Salvatore Faggiani
Salvatore Faggiani

Lo sport preadolescenziale e adolescenziale.

La profonda indifferenza esistente ormai da tempo nei confronti dello sport e del diritto allo sport preadolescenziale e adolescenziale evidenzia una «sottocultura sportiva confinata in un campanilismo ottocentesco e patetico, isterico e anacronistico».

di Salvatore Faggiani

Su input del Direttore di La Maddalena TV, Lorenzo Impagliazzo, e della sua redazione, inizio oggi un incontro settimanale con i lettori di La Maddalena TV attraverso questa rubrica dedicata allo sport.

Rubrica che intende spaziare su tutto il mondo sportivo: locale, nazionale, internazionale e storico.

L’argomento di oggi vuole sottolineare un male cronico dell’isola e cioè l’indifferenza e l’immobilismo nei confronti dello sport e del diritto allo sport dei bambini e degli adolescenti.

Incontri, dibattiti, conferenze. L’argomento trattato è uguale per tutti: crisi dei valori, dell’identità e della moralità. Si cerca di capire i motivi e soprattutto di conoscere le cause di questo allontanarsi sempre di più dell’uomo dai valori fondamentali. E questa crisi tocca in maniera determinante il mondo dei bambini e degli adolescenti. Un mondo sempre più debole perché subisce le azioni degli adulti in evidente stato di difficoltà, di identità e moralità.

Anche La Maddalena vive questo momento involutivo sociale e morale. Nel periodo che sono stato direttamente coinvolto nel mondo dello sport, per venire in aiuto ai nostri bambini e adolescenti, ho evidenziato più volte il ruolo fondamentale del valore dello sport.

Lo sport è vita, e la cosa più bella dello sport è nello stare insieme, nel condividere le fatiche, le gioie e le delusioni. Questo è il mio concetto dello sport, semplice ma forte e convinto. Attraverso lo sport l’adolescente può cogliere l’occasione di crescere ed avviarsi verso l’età adulta.

Da chi dipende lo svolgersi naturale di questo percorso? E’ inevitabile che siano gli adulti più vicini al bambino e all’adolescente a stabilire il percorso, a fare le scelte e a decidere cosa fare o non fare.

Quanto e come sono preparati ed attrezzati gli adulti: genitori, insegnanti, allenatori, dirigenti sportivi, politici, amministratori, sacerdoti ecc…, a tracciare tappa dopo tappa questo percorso di crescita educativa?

E’ importante come sempre non generalizzare, ma crediamo che qualcosa di più si possa fare. La famiglia, la scuola, il gruppo sportivo, l’oratorio sono i luoghi dove l’uomo passa la prima parte della vita, e da questo periodo dipende la qualità di tutta la vita successiva e il percorso riprende………famiglia, scuola, gioco, sport.

Qualità della vita che assume, oggi, ancor più importanza visto che i ritmi della vita moderna stanno condizionando il modo di gestire da parte dei ragazzi il tempo libero, il quale a sua volta è sempre di meno: la vita frenetica dei genitori è di pari passo trasferita ai giovani, gli organizzano la giornata non lasciandogli più quasi spazio; e quando questo si trova è a sua volta destinato alle mode del momento: si gioca alla playstation o si guarda quel programma televisivo o ci si organizza per comprare quella scarpa di moda.

Una volta i bambini si divertivano semplicemente giocando a palla con una vecchia pezza oppure con qualche gioco in scatola che coinvolgeva, tratteneva ed al contempo educava. Gli adulti di oggi, nonni o quasi, giocavano al pallone nella strada, si fermavano soltanto per far passare una delle rare automobili che circolavano, poi il gioco riprendeva con gioia, con simpatia, con rabbia a seconda delle situazioni, ma in quel giocare nella strada, condizionati da nessuno, imparavano la vita. Adesso è venuta a mancare la strada, perché oggi la strada è sinonimo di violenza, droga e tante altre cose. Lo sport è sempre più svolto in palestre private, per mancanza di strutture sportive degne di questo nome, inserito nel fitto calendario degli impegni della giornata: scuola, arti marziali, calcio, pallavolo, basket, danza, studio di uno strumento, studio di una lingua straniera (si, perché quelle a scuola non bastano più), insomma un ragazzo oggi è un esercito di persone impegnate.

In questo contesto, mi viene voglia di fare una domanda ai ragazzi: dopo una giornata così stressante, sprofondati in un sonno da giganti, non avete mai sognato un grande prato verde, sotto un cielo azzurro con gli amici a correre come pazzi respirando l’aria della gioia di vivere?

Lorenzo Impagliazzo

Lorenzo Impagliazzo

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