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Canottaggio.A six Salvatore Faggiani, a dex Nicola Calaresu.

C.S. MARISARDENA- Torino 3 Giugno 2001-
A six Salvatore Faggiani, a dex Nicola Calaresu.

Canottaggio sport antico e nobile.

ANCHE LA MADDALENA HA FATTO PARTE DI QUESTA NOBILTA’

«Remare è come sognare lontano dal mondo che ti circonda e qualche volta ti affligge», sono parole di Gian Piero Galeazzi che oltre ad essere  apprezzato giornalista sportivo è stato, in giovane età, un campione del canottaggio. Prendendo spunto dal commento dell’amico Silvio Rolando al primo articolo di questa rubrica, oggi riviviamo la favola del canottaggio maddalenino.  

di Salvatore Faggiani.

In genere lo sport a La Maddalena è come la pellicola di un film, una forma di espressione e di comunicazione breve. Troppo breve!

Come la storia  che stiamo per raccontare che assomiglia tanto ad un film (drammatico, sic!). «Marina Militare Canottaggio – La Maddalena» è l’ora dell’addio!

Siamo alla fine dell’ agosto 2003, ma la stagione  che sta vivendo il canottaggio maddalenino è molto più prossima all’autunno inoltrato che alla fine dell’estate. Come sugli alberi le foglie: nonostante i molti trofei e le vittorie e pur vantando un passato al vertice  nel canottaggio sardo e di notevole rilevanza in quello nazionale, la società della Marina Militare si stacca dallo sport nobile del remo. La favola è finita! Con dignità sino al 31 dicembre 2002………poi il buio della resa senza lotta, senza sacrificio, senza impegno, senza alcuna reazione che, guarda caso, sono le caratteristiche principali degli atleti di canottaggio. No, gli atleti non c’entrano in questa triste storia, anzi loro sono le vittime di questa brutta, bruttissima situazione.

Da gennaio ad agosto 2003, infatti, la società isolana non ha partecipato ad alcuna gara regionale e nazionale! Dignità dicevamo. Il canottaggio maddalenino che nei tempi d’oro (quelli degli ultimi sei anni soprattutto) è parso un’isola felice, chiude con un pizzico di onestà morale: nessun fallimento degli atleti e del tecnico. E’ una questione di etica sportiva.

faggiani torino 2001

Una storia iniziata nel 1978 a Cagliari e continuata dal 1989 a La Maddalena. La fondazione e poi qualche periodo nel limbo del canottaggio sardo e nazionale. Nel 1991, però, prende il via la scalata ai successi ad opera soprattutto dell’impegno, della serietà e dell’amore verso questo sport del Comandante Sciruicchio, del tecnico Nicola Calaresu e di una banda di ragazzi e ragazze che tra il 1991 e il 1996 conquistano: un Campionato Assoluto Nazionale Marina Militare, 14 Titoli regionali federali, 2 Trofei Laria, 3 Campionati Nazionali Sezioni Giovanili Forze Armate, una medaglia d’argento e una di bronzo al Campionato Italiano in tipo regolamentare, 31 medaglie d’oro, 27 d’argento e 41 di bronzo nelle varie regate federali regionali e nazionali.

Nel 1996 ecco il declino che dura sino al 1998, quando sempre l’opera di Nicola Calaresu e del Presidente della società e responsabile dello sport di Marisardegna, riportano il canottaggio maddalenino a valori notevoli, anche in campo nazionale, e in sei anni conquista: 5 Campionati Assoluti Nazionali Marina Militare, 3 Titoli regionali federali, una Coppa Marisport-F.I.C. come migliore società militare nella classifica nazionale Coppa Montù, una medaglia d’argento al Trofeo Vacchino di Sanremo, 5 medaglie di bronzo al Meeting Nazionale di Piediluco, una medaglia d’oro al Festival dei Giovani di Chiusi, una medaglia d’oro alla Vogalonga di Venezia, una medaglia d’argento alla IV Regata dei Parchi Nazionali di Torino (battuti solo dai fratelli Abbagnale), un Trofeo Panathlon La Maddalena per meriti sportivi, 3 medaglie di bronzo al Trofeo delle Regioni di Cagliari, Trofeo Martini e medaglia d’oro alla V Regata dei Parchi Nazionali di Torino, 2 medaglie di bronzo al Meeting Nazionale di Ravenna, una medaglia di bronzo al Trofeo delle Regioni di Ravenna, due finali ai Campionati Italiani in tipo regolamentare con due quinti posti, 61 medaglie d’oro, 44 d’argento e 53 di bronzo nelle varie regate regionali e nazionali.

Peccato! Peccato davvero, perché il canottaggio isolano ci ha fatto sognare, ci ha fatto sentire orgogliosi di essere maddalenini portando in giro per l’Italia i valori e le qualità di questa meravigliosa isola.

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