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A cura del Dott. Pietro Fonnesu, Consulente del Lavoro.

Niente rinvio Tasi per la prima rata, il Governo infatti ci ripensa dopo la protesta dei Comuni.

Marcia indietro quindi sul rinvio dell’acconto Tasi, che resta fissato al 16 giugno; come se non bastasse il caos relativo alle aliquote senza le delibere comunali, si ingarbugliano anche le scadenze.

Dopo l’annuncio del Governo di valutare lo slittamento a settembre della prima rata della nuova imposta sui servizi indivisibili del Comune, le proteste dei Comuni italiani hanno determinato un clamoroso dietro front, quindi niente proroga.

Pertanto si potrebbe verificare una situazione del genere :

1)  Comuni con delibera entro il 23 maggio : il contribuente pagherà un acconto Tasi entro il 16 giugno in base all’aliquota stabilita dalla delibera Comunale.

2) Comuni senza delibera entro il 23 maggio : l’acconto slitta solo per i proprietari di prime case, mentre tutti gli altri immobili pagano la stessa Imu del 2013 più una Tasi dello 0,01%.

Per sapere se il Comune ha deliberato bisogna visitare il sito web dell’ ente che entro il 31 maggio deve obbligatoriamente pubblicare la delibera con le aliquote Tasi 2014.

Quindi un debutto della Tasi ancora più complicato di quello dell’Imu, infatti la prima rata di acconto in scadenza il prossimo 16 giugno, per la maggior parte dei Comuni italiani, scatterà senza la delibera con le aliquote 2014 pubblicate in tempo utile (sono circa 7.000, ad oggi, i Comuni che non hanno deliberato).

 Di conseguenza, le prime case salteranno l’acconto versando laTasi a saldo a dicembre; gli altri immobili, compresi quelli di impresa, dovranno comunque pagare la prima rata ma con un calcolo teorico.

La previsione di far pervenire a casa del contribuente il modulo di pagamento precompilato in tempo utile difficilmente sarà rispettata.

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