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Le reliquie di San Giovanni Paolo II a Moneta
 

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La Maddalena, 20 Ottobre 2014.

La memoria. Ciò che mantiene viva nel nostro cuore la presenza di chi non c’è più è la memoria, mantenuta attraverso il ricordo dei loro pensieri, degli episodi della loro vita, attraverso la custodia dei loro oggetti, che gelosamente serbiamo con affetto e gratitudine.

Così anche per le reliquie dei Santi. Non dunque soltanto retaggio medievale, non semplice devozione popolare, ma gesto autentico di affetto e comunione nei confronti dei nostri Padri, dei nostri Fratelli, di quanti ci hanno preceduti e talvolta accompagnati lungo il cammino della nostra vita, soprattutto spirituale.

Questo sono le reliquie: segno tangibile di una presenza ininterrotta, di una famiglia che conserva con affetto “le reliquie” dei propri “genitori”.

Dal momento dell’incarnazione di Gesù, Dio è diventato “tangibile”.

Basti pensare all’episodio della donna che soffriva di emorragia e che si accosta con fede a Gesù per toccargli il mantello, certa di trarne la guarigione. Questo episodio mette in evidenza tre elementi: la potenza di Dio che opera la guarigione; la fede della persona che chiede l’aiuto e la cosa concreta (il mantello) che favorisce l’incontro tra la fede e la potenza di Dio.

Affetto, pietà, richiesta d’intercessione e di grazie, richiesta di benedizione sono solo alcune delle motivazioni che sostengono la venerazione delle reliquie.

E’ con questi sentimenti che il prossimo mercoledì 22 ottobre 2014 dobbiamo accostarci alle reliquie di San Giovanni Paolo II, donate dal suo fidato segretario Stanislaw Dziwisz, oggi cardinale e arcivescovo di Cracovia, che verranno esposte (per restarvi) presso la Parrocchia dell’Agonia di Nostro Signore Gesù Cristo.

Due gli appuntamenti legati a questo importantissimo avvenimento: martedì 21 ottobre ore 21.30 la veglia di preghiera nella chiesa di Moneta; mercoledì 22 ottobre ore 17.30 l’arrivo delle reliquie e a seguire la Santa Messa, officiata da Monsignor Sebastiano Sanguinetti nel giardino dell’Oasi Serena.
Margherita Scarpaci

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