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Partorisce in elicottero: il gruppo delle mamme ancora in prima linea per difendere l’ospedale di La Maddalena.
 

Le mamme protagoniste della battaglia dei Pancioni scendono ancora una volta in piazza per protestare contro la chiusura dei reparti dell’ospedale Paolo Merlo.
Contestatrici della prima ora delle scelte politiche sanitarie del precedente governo regionale scesero in piazza mettendo in mostra i loro pancioni per tutelare il loro diritto alla Salute.
Da allora la battaglia non si è mai fermata ma, a riaccendere il focolare della protesta, è stata l’avventura di una mamma del loro gruppo.
Nel primo pomeriggio dell’altro giorno l’elicottero AW139 con base ad Olbia è stato allertato con urgenza dal personale medico del presidio ospedaliero del Paolo Merlo di La Maddalena per effettuare il trasporto di una giovane ragazza in fase prodromica di travaglio.
Ma l’elicottero non ha fatto quasi in tempo ad alzarsi in volo che la ragazza ha iniziato a sentire i primi dolori sino a partorire nell’elicottero in volo.
“Una disavventura con finale roseo – afferma Stefania Terrazzoni porta voce del gruppo delle mamme – ma quante volte ancora dobbiamo affidarci alla fortuna? È sconcertante che la politica non riconosca la nostra peculiarità di isola. In questi casi particolari non si può ragionare soltanto con numeri. La Sardegna paga la propria sanità,, non dobbiamo attendere fondi nazionali – conclude – chiediamo all’assessore Fasolino di recuperare i fondi per mettete in sicurezza il nostro ospedale”.
“Con questo parto in aria penso si sia toccato il fondo – afferma Michela Piras – inutile fare battaglie sul principio di insularità se non siamo in grado di tutelare le nostre isole minori. Cagliari tratta La Maddalena come Roma tratta la Sardegna: è un’assurdità ma è proprio così. Come si può pensare di sospendere un punto nascita di un’isola minore che ha funzionato senza problemi fino al giorno prima mascherando la mannaia dei tagli alla sanità con ragioni di mancanza di sicurezza. Tutto questo è vergognoso”.
“Il Deputato Eugenio Zoffili ha preso degli impegni importanti con la nostra città – afferma Anna Cuneo – ma non possiamo attendere oltre. L’episodio di una mamma che partorisce in elicottero quando esiste un ospedale in città non è degno di un paese civile. Chiediamo all’assessore Nieddu di ascoltare la gente, non i dottoroni che remano contro il nostro ospedale per potenziare quello della loro città. Si guardi anche lo storico del nostro Presidio, i dati che in alcuni casi piacciono tanto parlano chiaro”.
“Chiediamo al Presidente Solinas – conclude la portavoce Terrazzoni – che il nostro ospedale venga messo prima in sicurezza e poi venga richiesta la deroga al Ministero. Da sardista pensiamo che, più di ogni altro, capisca l’importanza di condurre battaglie per chi il problema dell’insularitá lo vive due volte”.

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