Home » News » News » Attualità » In manette due ‘strozzini’ che concedevano prestiti con tassi di interesse fino al 200%.

Comando Provinciale Guardia di Finanza- Sassari.

Comunicato Stampa.

Sassari 12 Luglio 2012.

Arrestati dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Sassari due usurai accusati anche di estorsione ed esercizio abusivo di attività finanziaria.

Il Giudice per le Indagini Preliminari di Sassari, accogliendo le richieste del Pubblico Ministero, ha emesso due ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti “strozzini”.

Sono così finiti agli arresti Gian Battista Fresu, imprenditore sessantenne originario del Logudoro, condotto al carcere di San Sebastiano e Franceschino Pireddu, operaio cinquantenne di Bono, per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari.

Le indagini costituiscono la prosecuzione di quelle che lo scorso anno portarono all’arresto dei sassaresi Graziano Meloni, Mariolino Tilocca e Giovanni Marras. Esse hanno ora consentito di accertare che i due arrestati hanno prestato denaro (da piccole somme fino ad oltre 50.000,00 euro) a tassi di interesse elevatissimi quantificati tra il 75% ed il 220% annui.

Quando qualcuno degli usurati (non solo imprenditori e professionisti in difficoltà, ma anche famiglie di tutto il nord Sardegna) non riusciva a pagare alla scadenza, essi applicavano interessi sugli interessi, computando questi ultimi nelle quote di capitale, così facendo lievitare a dismisura i relativi tassi.

A garanzia dei prestiti, gli usurai pretendevano assegni di importo notevolmente superiore a quanto elargito, privi sia delle indicazioni del beneficiario che della data di emissione.

La minaccia di mettere all’incasso gli assegni era lo strumento prevalente di pressione psicologica nei confronti delle vittime; ad esse veniva imposto il rientro in termini molto ristretti. In alcuni casi, però gli “strozzini” hanno anche estorto agli usurati le somme indebitamente pretese facendo ricorso a vere e proprie minacce di danni fisici, in particolare facendo leva sulle origini di Pireddu.

Le attività di indagine hanno consentito di ricostruire il patrimonio degli arrestati composto da immobili, veicoli, un’azienda commerciale, numerosi conti correnti e polizze vita; il valore complessivo è di circa un milione di euro. Sono stati quindi sottoposti a sequestro preventivo immobili per un valore di quasi 600.000 Euro e rapporti finanziari per oltre 300.000 Euro. Tali beni potranno essere confiscati in caso di condanna definitiva.

La crisi economica continua a colpire imprese ed anche famiglie e determina l’instaurarsi di rapporti usurari con personaggi senza scrupoli che si mostrano disponibili e in grado di fornire un aiuto che viene spesso considerato una sorta di salvagente da chi non riesce ad ottenere fiducia e credito dalle istituzioni bancarie.

Così facendo essi si stringono un cappio intorno al collo rappresentato da alti tassi di interesse applicati dai presunti “salvatori”

L’attività anti-usura è tipica dei compiti di polizia economico-finanziaria assegnati alla Guardia di Finanza.

I cittadini sono invitati a rivolgersi senza timore ai Reparti dislocati sul territorio e denunciare eventuali casi di cui siano vittime. Potrà essere anche utilizzato il numero gratuito di Pubblica Utilità “117” attraverso il quale in forma non anonima è possibile entrare in contatto con i Finanzieri per poi recarsi in una delle caserme e sporgere formale denuncia.

Col. t. SFP Corrado Pillitteri.

Massimiliano Marras

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