Home » News » News » Comunicati » Calo delle nascite nella provincia Olbia-Tempio. 292 Interruzioni volontarie della gravidanza: Nessuna a Tempio,dove i medici sono obiettori di coscienza.
Nascite in Gallura
Nascite in Gallura- Foto web

Il 2012 si chiude nella Asl di Olbia con 1.352 nuovi nati.

Olbia multietnica: in reparto una mamma su 5 non è italiana.

 Olbia, 4 GENNAIO 2013.

Il trend di crescita che negli ultimi anni ha caratterizzato la Gallura ha subito quest’anno un leggero rallentamento, segnando nella provincia di Olbia-Tempio un calo delle nascite del 4,9%: un leggero rallentamento in linea però con il generale decremento demografico registrato in Italia e soprattutto in Sardegna. Sono stati settanta i bambini nati in meno nelle sale parto della Asl di Olbia: tra le cause la crisi pressante, l’assenza a Olbia della Neonatologia (che costringe a trasferire ogni anno 100 donne in altre Aziende sanitarie) e del Partoanalgesia.

Il 2012 si è chiuso in Gallura con 1.352 nuovi nati, contro i 1.422 registrati nel 2011, “Un rallentamento che si allinea con l’andamento nazionale e regionale, che viaggia intorno al 10%, anche se a Olbia la contrazione delle nascite risulta mitigata dalla presenza di una popolazione più giovane rispetto al resto dell’Isola”, spiega Antonio Rubattu, primario del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Olbia.

Olbia – Ospedale Giovanni Paolo II.

Nel 2012 nel reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia sono nati 921 bambini (di questi dieci sono i parti gemellari), con una piccola contrazione delle nascite del 4,4% rispetto all’anno prima, quando i nati sono stati 964.
Anche nel corso del 2012 un centinaio di donne che rischiavano di partorire prima della 34esima settimana sono state indirizzate verso altre strutture sanitarie che garantiscono, a differenza della struttura olbiese, l’assistenza neonatologica con terapia intensiva.
“Con i numeri registrati dalla nostra struttura che oramai si sono consolidandosi negli anni – spiega Antonio Rubattu direttore del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia – ci avviciniamo a quella soglia identificata dal Ministero della Salute che prevede oltre i mille parti il passaggio ad una struttura dotata di Unità operativa di Neonatologia e Patologia neonatale”, spiega il primario. “Quest’anno assistiamo anche a Olbia ad una contrazione delle nascite vicina al 4,4% legata sicuramente alla crisi, ma anche alla non attivazione del Partoanalgesia, che in questi anni ha costretto numerose donne a migrare verso altri centri. Con la Direzione Aziendale, sensibili a questa esigenze, senza non poche difficoltà, stiamo lavorando per poter garantire anche in Gallura il diritto delle donne di partorire senza dolore”, ha aggiunto Rubattu.

Tempio Pausania – Ospedale Paolo Dettori.

Il reparto di Ostetricia a ginecologia dell’ospedale Paolo Dettori registra nel 2012 un decremento delle nascite superiore al 10%, passando dai 362 nati del 2011ai 320 del 2012.

“In questo ultimo anno – spiega il primario del reparto di Ostetricia e Ginecologia del Paolo Dettori, Franco Careddu abbiamo cercato di garantire alle donne una maggiore libertà nella scelta della tipologia del travaglio e del parto, percorsi (come ad esempio il travaglio in acqua o con l’uso dello sgabello) finalizzati al controllo del dolore con metodi naturali per il raggiungimento del benessere materno-fetale”.

La Maddalena – Ospedale Paolo Merlo.

Boom di nascite all’ospedale Paolo Merlo, dove si è passati dai 96 del 2011 ai 111 del 2012, con un incremento delle nascite superiore al 15%.

“Abbiamo notato nell’ultimo anno una maggior presenza di donne provenienti dal territorio, come Palau, Santa Teresa, Arzachena”, spiega Sebastiano Uscidda, responsabile del reparto di Ostetricia dell’ospedale Paolo Merlo.

I cesarei – la strada per ridurne la percentuale.

I reparti di Ostetricia e Ginecologia delle tre strutture sanitarie della Gallura, con il supporto della direzione Aziendale della Asl di Olbia, guidata dal direttore generale Giovanni Antonio Fadda, dal direttore amministrativo Giorgio Tidore e dal direttore sanitario Maria Serena Fenu, hanno avviato dei percorsi per ridurre la percentuale di parti cesarei effettuati in Gallura.

I tagli cesarei sono passai dai 489 del 2011 ai 469 del 2012: in particolare nel 2012 si registra una riduzione di 3 punti percentuale del numero di cesarei effettuati all’ospedale Paolo Dettori di Tempio Pausania (dove i cesarei sono passati dai 165 del 2011 ai 137 del 2012); e una riduzione di 9 punti percentuali dei cesarei effettuati al Paolo Merlo di La Maddalenza, dove i cesarei nel 2012 sono stati 47, contro i 49 del 2011.

Sono diversi i percorsi che le strutture galluresi offrono alle donne, come il “Percorso del bambino Podalico”, che consente il“rivolgimento per manovre esterne” del feto, sistemandolo in posizione cefalica, al fine di evitare il parto cesareo.

A Olbia e La Maddalena si segue il percorso del “Travaglio prova – post Cesareo”. “Il pregresso taglio cesareo, pur non essendo di per sé un’indicazione assoluta alla ripetizione del taglio cesareo, rappresenta, la causa più frequente di taglio cesareo; nonostante il grosso impegno che questo comporta per i nostri staff stiamo facendo “travagliare” le donne con un pregresso taglio cesareo; recenti studi hanno dimostrato infatti che nell’oltre il 50% dei casi il parto avviene con successo per via vaginale. Una strada faticosa ma è gratificante quando una donna ti ringrazia per averle dato la possibilità di partorire naturalmente”, concludono Rubattu e Uscidda.

A Tempio Pausania e Olbia si punta sui percorsi per il controllo del dolore con metodi naturali per il raggiungimento del benessere materno-fetale, come ad esempio il parto in acqua. “Un risultato che noi cerchiamo di migliorare con il sostegno emozionale, le coccole e ad una maggiore attenzione verso le donne”, spiegano i primari dei tre ospedali.

“La nostra struttura, in linea con gli standard qualitativi indicati dal Ministero, riesce a mantenere intorno al 15% la percentuale dei tagli cesarei sui “primi cesarei”, cioè le donne che affrontano la prima gravidanza e in assenza di patologie uterine pregresse”, aggiunge Rubattu.

La popolazione straniera: un fenomeno.

Anche quest’anno l’ospedale olbiese si caratterizza per la sua multietnicità: nel reparto materno-infantile erano presenti 35 nazionalità, per un totale di 191 mamme straniere, il 20% del totale delle partorienti.

Il numero maggiore di neo mamme proviene dalla Romania con 65 parti (erano 66 nel 2011), seguita da Polonia con 22 parti (erano 14 nel 2011), Marocco con 18 (erano 23 nel 2011), seguiti da Svizzera, Pakistan, Brasile, tutti con 8 partorienti.

A queste si aggiungono anche donne provenienti da Cina, Russia, Austria, Egitto, Thailandia, Ecuador, Messico, Canada, Svizzera e Australia.

Numeri più piccoli nell’ospedale di La Maddalena dove le straniere, poco meno di una ventina, sono circa il 20% delle partorienti: al primo posto con 9 parti si piazza la Romani, seguita dal Senegal con 2 mamme e da Cina, Ucraina, Lettonia, Francia, Polonia e Cuba con una mamma.

Al Paolo Dettori di Tempio le straniere sono state 35, appena il 10% delle partorienti. La popolazione maggiormente presente, dopo quella italiana, è quella Rumena, seguite da Marocco, Polonia.

Interruzioni volontarie di gravidanza, IVG.

Anche in Gallura qualsiasi donna può richiedere l’interruzione volontaria di gravidanza (Ivg).
Le Ivg eseguite negli ospedali della Gallura sono state 265 a Olbia (erano 277 nel 2011) e 27 a La Maddalena (erano 80 nel 2009, 57 nel 2010, 46 nel 2011), mentre nel nosocomio tempiese non si esegue l’intervento perché tutti i medici sono obiettori di coscienza, in questo caso il servizio viene comunque garantito dalle altre strutture sanitarie galluresi.

“Quest’anno – spiega Uscidda di La Maddalena – abbiamo registrato una riduzione delle Ivg superiore al 40%, una contrazione delle richiesto che noi speriamo sia legato ad una presa di coscienza delle donne, e ad una maggiore sensibilizzazione sia da parte degli uomini che delle donne”.

L’età delle partorienti: A Olbia quasi il 32% delle partorienti ha superato i 35 anni, con una media di età delle neo mamme che si attesta intorno ai 32 anni.

L’età media scende a La Maddalena dove le mamme hanno mediamente 30 anni, mentre sale a Tempio Pausania dove le mamme hanno 34 anni.

Dott. ssa Antonella Manca (ASL Olbia).

 I numeri della Gallura.

I bambini nati
Anno

2005

2006

2007

2008

 

2009

2010

2011

     2012
Ospedale                  
Olbia

826

799

837

916

902

970

964

921

Tempio

301

341

363

358

323

328

362

320

La Maddalena

124

123

113

95

111

107

96

111

Totale

1251

1263

1313

1369

 

1336

1405

1422

1352

 I cesarei
Anno

2008

2009

2010

2011

2012
Ospedale
Olbia

250

257

311

275

285

Tempio

113

113

140

165

137

La Maddalena

44

50

44

49

47

Totale

407

420

495

489

469

Numero Ivg
Anno

 2008

 2009

 2010

2011

2012

Ospedale
Olbia

241

279

291

277

265

Tempio

0

0

0

0

0

La Maddalena

62

80

57

46

27

Totale

303

359

348

323

292

 

 

Massimiliano Marras

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