Home » News » lamaddalena.TV » Allarmismo sulle staccionate metalliche di Bassa Trinita, il Parco precisa: “ignifughe e omologate”.

In merito alle ultime richieste di informazioni pervenute e nell’ottica di limitare falsi allarmismi, il Parco vuole nuovamente precisare che gli interventi di ripristino dei sistemi dunali in atto nel nostro territorio seguono le direttive ISPRA, che ha avviato e monitorato procedure simili in molte altre zone costiere appartenenti alle Aree Protette italiane (dal Parco Nazionale del Vesuvio, al Circeo a riserve naturali del nord Italia), ottenendo importanti risultati di conservazione e ricostruzione delle dune (fonte Ispra).

Tali procedure si affidano all’ingegneria naturalistica, una specifica disciplina trasversale che promuove l’impiego delle piante autoctone in abbinamento con materiali inerti a fini antierosivi, stabilizzanti e di consolidamento. L’ingegneria naturalistica consente di tutelare e restaurare il sistema dunale senza alterare gli aspetti fisici, paesaggistici e culturali locali.

Si tiene a descrivere l’utilizzo di alcuni materiali specifici utilizzati nel ripristino, in particolare per i camminamenti.

Si tratta per la stragrande maggioranza di staccionate rustiche realizzate in opera con pali di castagno scortecciati, trattati con materiali non tossici né inquinanti.

In località Bassa Trinita a delimitazione del percorso realizzato nel tratto oggetto di demolizione della strada asfaltata e della strada lato duna ove questa viene mantenuta, la staccionata è realizzata con acciaio Corten. Tale metallo è impiegato in vari campi ed è identificato come il più adatto sia in termini di sicurezza sia come garanzia di durata. Infatti la straordinaria proprietà dell’acciaio Corten è la capacità di autoproteggersi dalla corrosione elettrochimica, creando una patina di polvere di ossidi degli elementi in lega, che conferisce una tipica colorazione che varia nel tempo (circa 18-36 mesi) da un arancio iniziale a una tonalità bruno-rossastra.

Il Corten è anche definito un metallo vivo, perché se la patina superficiale viene intaccata o scalfita, il processo di ossidazione ricrea un a nuova protezione. Essendo una lega di acciaio è notoriamente ignifugo.

L’Ente Parco resta a disposizione per qualsiasi altro chiarimento da parte della collettività.

M.M.

Massimiliano Marras

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