Franco Solinas (1927–1982) è stato uno degli sceneggiatori italiani più influenti del Novecento. Nato in Sardegna, lega la sua formazione e sensibilità a La Maddalena, dove mare, vento e granito diventano la sua personale “scuola narrativa”. Dall’arcipelago parte un percorso che lo porterà a firmare opere fondamentali del cinema civile europeo.
Gli inizi e la Sardegna che scrive
Dopo gli studi e i primi lavori letterari, Solinas pubblica il romanzo Squarciò (1956), ambientato tra i pescatori dell’arcipelago. Dal libro nasce il film La grande strada azzurra (1957), che segna l’inizio di una carriera cinematografica intensa e coerente nella direzione di un cinema politico e popolare.
Collaborazioni e film chiave
- Kapò (1960) e La battaglia di Algeri (1966) con Gillo Pontecorvo.
- Queimada (1969) con Marlon Brando.
- Salvatore Giuliano (1962) con Francesco Rosi.
- Progetti con Losey, Costa-Gavras, Monicelli, Age & Scarpelli.
La Maddalena e Santa Maria
Tra le sue “stanze creative” c’è Santa Maria, isola minore della Maddalena: qui Solinas scrive, pesca, e incontra amici come Gian Maria Volonté. La natura dell’arcipelago – quiete, asprezze, luce – plasma ritmo e visione delle storie, generando quella prosa sceneggiata che diventa marchio di fabbrica.
Eredità e Premio Solinas
Alla sua memoria viene dedicato il Premio Solinas, che dal 1986 seleziona e forma nuovi sceneggiatori. L’ispirazione resta la stessa: centralità della scrittura, cura delle storie, rapporto vivo col territorio maddalenino.
“Scrivere una buona sceneggiatura è più difficile che scrivere un buon romanzo.”
Franco Solinas
Link interno: Archivio Premio Solinas
Link esterno autorevole: PremioSolinas.it
FAQ
Perché La Maddalena è centrale nella biografia?
Perché qui Solinas ha formato sguardo e sensibilità, tra pesca, silenzio e incontri con amici artisti.
Quali opere consigliate per iniziare?
La battaglia di Algeri, Queimada, Salvatore Giuliano.
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