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L’Autismo e i disturbi del comportamento
 

La Maddalena, Dicembre 2010.

Il professore Stefano Vicari, responsabile dell’Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma e il professor Giovanni Valeri, medico neuropsichiatra dell’Ospedale Bambino Gesù, intervengono all’importante convegno dal tema: l’Autismo e i disturbi del comportamento, organizzato a La Maddalena dall’Associazione Insieme per il Domani. “L’autismo infantile- spiegano i medici di fama internazionale- fa parte del gruppo dei Disturbi Generalizzati dello Sviluppo, sindromi caratterizzate da compromissione grave di più aree dello sviluppo infantile. E’ molto più frequente nei maschi (rapporto 5:1) con un’età di insorgenza prevalentemente intorno ai tre anni. Nel disturbo autistico sono particolarmente compromesse: l’area del linguaggio e della comunicazione in generale e l’area dell’interazione sociale. A livello linguistico vi può essere assenza totale di linguaggio. Nell’area della comunicazione comportamentale i primi sintomi di allarme sono rappresentati da un rapporto evitante di sguardo e l’apparente indifferenza per le richieste dell’ambiente. Gli interessi e le attività sono limitate, focalizzate in maniera ossessiva su pochi oggetti o su pochi argomenti. Anche il gioco è ripetitivo, stereotipato. A livello motorio possono mostrare anomalie o bizzarrie, come camminare sulle punte dei piedi e sfarfallamento delle mani. Il livello intellettivo può essere modicamente compromesso. Altri sintomi associati possono essere: un’alta soglia per il dolore con fenomeni autolesivi, ipersensibilità ai suoni, aggressività improvvisa per piccole frustrazioni, anomalie dell’alimentazione, disturbi del sonno, mancata percezione dei pericoli. Si tratta comunque di una malattia a genesi multifattoriale a cui concorrono cause: neurologiche, psichiche, metaboliche, genetiche, sensoriali. L’Autismo è una emergenza sociale perché è una malattia cronica molto frequente. Se ne parla molto poco. Colpisce circa un bambino ogni 150 nati. La malattia non è diagnosticabile prima della nascita. E’ fondamentale la diagnosi precoce, da effettuarsi entro i tre anni di vita. In Parlamento c’è una legge ferma del 2007 utile per studiare politiche di intervento e di assistenza in favore dei bambini autistici. Purtroppo c’è ancora molto da fare. L’autismo non si cura con le medicine, ma con un trattamento intensivo di tipo psico-educazionale”.

Per saperne di più ed ascoltare le altre interviste e parte delle relazioni del Convegno, cliccate sullo Speciale che vi propone www.lamaddalenatv.it

Lorenzo Impagliazzo

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