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Olbia: sequestrata una clinica privata abusiva di chirurgia plastica mascherata da ambulatorio.
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Olbia, 03 Marzo 2017 – I Carabinieri del N.A.S. di Sassari e la Guardia di Finanza di Olbia, nell’ambito di un’articolata e delicata attività d’indagine, hanno sequestrato, a seguito del Decreto di sequestro preventivo emesso in via d’urgenza dal Procuratore Capo Fiordalisi una clinica abusiva di chirurgia plastica operante in Olbia e una porzione dell’adiacente albergo, nel quale venivano ricoverati i pazienti.
L’attività di polizia giudiziaria, svolta dalle Fiamme Gialle e dal N.A.S. Carabinieri di Sassari unitamente a personale dell’ASSL incaricato della vigilanza sulle strutture sanitarie e coordinata sul posto direttamente dal Procuratore Capo, consentiva di riscontrare le ipotesi investigative avanzate in quanto, nel corso di una ispezione, venivano individuate nelle camere dell’albergo, quattro pazienti operate il giorno precedente e che confermavano come il ricovero fosse stato programmato prima dell’operazione e che presso la camera d’albergo ricevessero i controlli post operatori da parte del personale medico e paramedico della clinica. Emergeva così che in una normale camera d’albergo venivano effettuati anche trattamenti medici come iniezioni endovena di antidolorifici e medicazioni.
Nel corso dell’ispezione, dove tra l’altro venivano individuate dall’organo tecnico dell’ASSL significative violazioni, i militari constatavano anche la presenza di due lavoratrici “in nero” impegnate nella pulizia tanto delle camere d’albergo, quanto della clinica.
Alcune pazienti hanno denunciato gravi lesioni per interventi di addominoplastica subiti. Interventi che la Regione Sardegna Direzione Generale della Sanità di Cagliari vieta in strutture sanitarie prive di possibilità di ricovero ospedaliero, così come per gli interventi di rinoplastica e di mastoplastica additiva praticati presso detto ambulatorio.
Emergeva inoltre che la struttura alberghiera annessa non poteva nemmeno essere adibita ad un normale albergo considerato che l’autorizzazione comunale prevedeva che le camere potessero essere utilizzate in via esclusiva dai soli frequentatori dell’annessa sala congressi quali convegnisti.
Sotto il profilo tributario, i finanzieri constatavano inoltre che i circa 300 interventi chirurgici eseguiti nel corso del 2016 non venivano interamente fatturati: infatti, dall’esame della documentazione extra contabile è stato possibile acclarare che oltre 730.000 euro erano stati incassati dalla clinica abusiva, senza però il rilascio del dovuto documento fiscale. Il pagamento della parte in nero era stato effettuato prevalentemente in contanti.
Le indagini sui reati di lesioni colpose sono partite dalle querele presentate in Procura da quattro donne si sono allargate all’esercizio abusivo di struttura sanitaria con ricoveri ospedalieri in luogo non autorizzato, e sono condotte dal Procuratore Capo e dal Sostituto Procuratore dott.ssa Grilletti.

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