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Si è spento a 54 anni, Salvatore Guccini.
 

Tre mesi di sofferenze e di speranze, poi, lo stesso male che nove anni fa gli portò via Alessia: la figlia quindicenne (con lui nella foto) e in precedenza colpì anche la moglie Catia, miracolosamente guarita, si è portato via anche lui.

Tore Guccini, 54 anni, si è spento ieri notte, in una stanza dell’ospedale ‘Paolo Merlo’, assistito dai familiari, dagli amici e dal personale del nosocomio cittadino.

Ha voluto per se la stessa bara con i colori arcobaleno che accompagnò Alessia nell’ultima dimora.

Il gigante buono, l’uomo generoso e dalle mille risorse, ex marittimo Saremar, appassionato di impiantistica, idraulico, elettricista, antennista, radioamatore, amante della musica, delle belle moto e delle gite tra amici, non ce l’ha fatta.

Un dolore lancinante alla testa a metà gennaio, un viaggio veloce a Sassari per controlli e la sentenza di un tumore da combattere con tutte le armi. Una nuova, l’ennesima grande battaglia, da affrontare a testa alta, perché diceva Tore: ‘Noi siamo gente in prima linea’.

Già. In prima linea e con la corazza al cuore, di quelle rigide, che ti aiutano nei momenti difficili, ma spesso non possono salvarti la vita.

Una famiglia molto unita, quella di Salvatore Guccini, che lascia gli anziani genitori, Gina e Paolo, unitamente alla moglie Catia, alle figlie Valentina, 29 anni, brillante ricercatrice chimica all’università di Stoccolma, sposata e in dolce attesa e a Katia, studentessa e quotata giocatrice di pallavolo nell’Unione Sportiva Garibaldi.

Non si danno pace, i fratelli Lello e Massimo, quest’ultimo vice sindaco di La Maddalena, stretti nel loro dolore, condiviso con i familiari e i tanti amici.

Era un generoso nato, Tore Guccini.

Dopo il dramma della figlia Alessia, aveva avuto la forza di riprendersi donandosi agli altri.

Ai più bisognosi, a coloro che a fine mese si ritrovavano con il portafogli vuoto e qualche sogno da realizzare.

Per questo aveva deciso di dedicare una giornata di lavoro al mese alle necessità di chi aveva bisogno della sua esperienza nel campo degli impianti termoelettrici. Senza paga alcuna, gratuitamente, semplicemente per amore. Bastava chiamarlo e lui correva.

“La vita che si cela dentro ognuno di noi è imprevedibile- gli ripeteva spesso la figlia Alessia-. Muta da un giorno all’altro, senza preavviso, e tu devi accettarla così com’è”.

La stessa Alessia che definiva il papà Tore: ‘L’unico uomo che fino ad ora abbia mai amato con tutta me stessa’ e che il giorno del suo compleanno gli scriveva una lettera affettuosa e piena di gratitudine: ”Non sai quanto ti voglio bene, quanto sono contenta di essere tua figlia, orgogliosa. Vederti con mamma è la cosa più bella… stare insieme con tutta la nostra famiglia è una realtà straordinaria. Più di una semplicità unica e bella!”.

Chissà se ora, tra le nuvole e l’arcobaleno in cielo, risuoneranno alle sue orecchie, quanto le sussurrò, una notte prima di spegnersi, sempre la piccola Alessia: “Tutti hanno paura della morte, non capendo che la morte è solo un passaggio, che anch’essa è parte della vita, non comprendendo che esistono e sono presenti cose peggio di essa!”.

La salma di Tore Guccini sarà traslata venerdì 13 aprile, alle ore 15, dalla camera mortuaria dell’ospedale civile isolano verso la Parrocchia di ‘Santa Maria Maddalena’, dove si celebrerà la  Santa Messa.

Lorenzo Impagliazzo

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