Home » News » News » Scuola » Sua Maesta’ la regina Didone muore suicida ed è polemica: Traditrice o tradita?

Elaborato originale premiato nella sezione cronaca del concorso di narrativa e poesia: Litterarum Vis.

Di Giorgia Orecchioni.

Lapidaria la sentenza di sua sorella Anna nei confronti di coloro che hanno  tentato di screditarla: lo sfogo in una lettera al nostro giornale.

Miei cari sudditi, ritengo che sulla morte di mia sorella sia stato detto abbastanza, anzi troppo. Tuttavia penso che l’ultima parola spetti a me. Fui proprio io infatti che, prima ancora di vederla bruciare tra le fiamme di Efesto impietoso, la vidi ardere di desiderio per Enea, figlio di Afrodite tentatrice, che trasforma gli innamorati in miseri figuranti di una tragedia in cui è il Fato, tramite Tyche sua fedele ancella, a trionfare.

Popolo di Byrsa cercate una traditrice? Ebbene, eccomi! Io, misero esemplare del genere  umano, femmina sprovveduta, solo io mi macchiai di questa colpa corrompendo l’animo  della donna più devota e morigerata  che sia mai esistita.

Le mie nefande e sconsiderate parole hanno tramutato una flebile fiamma, poiché questo era inizialmente il suo sentimento per Enea, nell’incendio devastante che l’ha uccisa. Oh Le passioni, raffiche incostanti che spazzano via ogni giuramento, anche il piu’ sentito e solenne, lasciando il posto all’irrazionalità, indomabile concubina di Eros che corrompe e seduce il fragile animo umano.

E poi Enea. L’uomo, il soldato. Lo chiamavano eroe i suoi . Io preferisco definirlo assassino. Lui, l’esperto navigante, le ha inflitto il colpo di grazia, lasciando che impietosamente ella annegasse negli abissi del dolore.

Infine il fuoco si è limitato a deteriorarne il corpo, effimero involucro di un’anima ormai in preda allo sgomento. Le fiamme, il gladio di un naufrago ingrato, il sangue, le navi al largo, ultime immagini di un’esistenza segnata dal tormento, ultime note di un elegiaco e macabro canto d’amore.

Didone dunque è stata uccisa tre volte. Ella giace ormai consunta dalla boria dell’esule, dalla mia leggerezza e dal fuoco.

Non lascerò che la sua memoria venga profanata ancora da volgari e subdole voci che la vogliono  traditrice e avida di libido, perciò consacrerò la mia vita a Dike.

Mi affiderò a lei affinché trasformi in vermi putridi tutti coloro che oseranno ancora infangare la memoria di mia sorella .

 

Massimiliano Marras

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