Home » News » News » Comunicati » Caso ospedale La Maddalena. Il D.G. della Asl di Olbia, Fadda precisa:”Gli interventi previsti sono necessari per ottimizzare le risorse”.
ASL OLBIA
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Olbia, 7 Gennaio 2013.

In merito agli articoli pubblicati in questi giorni dagli organi di informazione in merito all’Atto Aziendale approvato, in via preliminare, dalla Asl di Olbia e sulle ripercussioni che quest’ultimo avrebbe sull’ospedale Paolo Merlo di La Maddalena, per un dovere di corretta informazione è il manager della Asl di Olbia, Giovanni Antonio Fadda, a prendere la parola:

 “L’Atto Aziendale approvato è il documento più adeguato per l’ospedale Paolo Merlo che, compatibilmente con le normative vigenti e gli standard di accreditamento, consente di dare le migliori risposte alle esigenze del territorio maddalenino”, spiega il direttore generale della Asl di Olbia, Giovanni Antonio Fadda. “Un documento che non poteva non tener conto del Decreto “Balduzzi”, della Spending Review, della L. R. 21 del 7.11.2012, e del D.G.R. n. 43/12 del 30.10.2012; un atto che, utilizzando tutti gli strumenti possibili nel quadro normativo, è in grado di salvaguardare l’attività assistenziale esistente in coerenza con i bisogni della popolazione”, spiega il Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria. “Sono evidenti nell’Atto gli sforzi fatti da questa Amministrazione per garantire un’organizzazione dell’Azienda adeguatamente dimensionata alle reali esigenze dei territori e della popolazione; interventi necessari e non più rimandabili vista la normativa in vigore che punta necessariamente all’ottimizzazione delle risorse”, aggiunge il manager.

“E’ necessario però precisare a questo punto che, nonostante i vincoli sempre più stringenti dettati dalle normative e nonostante le scelte adottate da altre realtà (specie nel settore ospedaliero), abbiamo mantenuto lo stato attuale dei servizi sino ad oggi garantiti alla popolazione gallurese e quindi anche a quella maddalenina.

Al Paolo Merlo, analizzata la normativa e gli standard ministeriali (il volume dell’attività dei reparti, il tasso di occupazione dei posti letto e il bacino di utenza di riferimento), tenuto conto del contesto  di insularità, come Azienda abbiamo proposto per la struttura di La Maddalena alcune rimodulazioni dei servizi che garantissero adeguate risposte ai bisogni di salute della popolazione”.

Per il reparto di Medicina Generale, “che annualmente occupa la metà dei posti letto disponibili (il tasso di occupazione dei posti letto nel 2011 si aggirava intorno al 52%), abbiamo proposto una rimodulazione e differenziazione dell’assistenza, con il mantenimento di 16 posti letto destinati alla Medicina per acuti, e altri 8 posti letto dedicati alla Lungodegenza per post-acuti di cui il territorio era carente. Una proposta questa in linea con il nostro intento di garantire una buona assistenza sanitaria che però deve andare di pari passo con l’appropriatezza delle cure”.

 Per quanto riguarda il Punto Nascita,abbiamo proposto la chiusura graduale e comunque subordinata alle Linee guida regionali, all’esistenza di una rete del Servizio di Emergenza-Urgenza e del trasporto che possano garantire 24 ore su 24 il collegamento con la terra ferma e, infine, all’individuazione all’interno dell’Azienda di percorsi ben definiti per la gestione della Gravidanza. Sia ben chiaro: in assenza di questi tre fondamentali presupposti non si potrà parlare di chiusura del Punto nascita”.

 Per il reparto di Ginecologia e Ostetricia, “dove il tasso di occupazione dei posti letto si aggira intorno al 42%, si è proposta una riduzione dei posti letto da 5 a 3 che, bisogna sottolinearlo, per la maggior parte del tempo rimangono non occupati”.

“Interventi questi – aggiunge il manager – che si inseriscono all’interno di una visione aziendale che vede per La Maddalena una struttura in grado di dare risposte alla popolazione per le patologie non urgenti e di bassa complessità, con il potenziamento di alcune realtà come le attività programmate ad esempio di Day Hospital e Day Service”.

 Per il Servizio Day Hospital di Oncologia, “la riduzione dei posti letto è una scelta puramente tecnico-organizzativa, irrilevante dal punto di vista assistenziale, che pertanto, in un’ottica di servizi alla  popolazione, non subirà alcuna variazione”.

Azienda Sanitaria Locale n. 2- Ufficio Stampa dott.ssa Antonella Manca.

 

Massimiliano Marras

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