La parola conclave deriva dal latino cum clave (“chiuso a chiave”), a indicare l’isolamento dei cardinali durante l’elezione del Pontefice. Le prime “riunioni sotto chiave” risalgono al XIII secolo: nel 1270 a Viterbo i cittadini esasperati chiusero i cardinali in un palazzo papale per forzarli ad eleggere rapidamente il Papa. L’episodio ispirò Papa Gregorio X a promulgare la bolla Ubi Periculum (1274), che regolava formalmente il conclave. Da allora i cardinali sono tenuti a rimanere isolati – senza contatti con l’esterno – fino all’elezione. Dal 1492 il conclave si svolge regolarmente nella Cappella Sistina; dal 1878 essa è sede stabile di ogni elezione pontificia.
Durante il conclave i cardinali elettori (massimo 120, fino al 2025 furono 133) votano a scrutinio segreto. Le urne e le schede vengono bruciate ad ogni votazione per garantirne il segreto. Quando non si arriva a un risultato, dal camino appaltato alla Cappella Sistina sale la fumata nera; appena il nuovo Papa è eletto, ai fumi viene aggiunta una miscela chimica che provoca la fumata bianca visibile da San Pietro. Le formule latine fumata nera e fumata bianca sono entrate nel linguaggio comune. Fino al 1996 i cardinali avevano bisogno di almeno due terzi dei voti per eleggere il Papa. Oggi questa regola rimane sostanzialmente invariata (ad eccezione di una clausola che potrebbe portare a maggioranza semplice dopo molti scrutini, non ancora mai usata).
Riti antichi: fino agli inizi dell’800 i conclavi erano molto lunghi e agitati. L’imperatore austriaco poteva esercitare il jus exclusivae (diritto di veto) contro certi candidati fino al 1904. Solo da allora tutti i cardinali votanti possono partecipare liberamente senza ingerenze esterne. All’inizio dell’elezione viene ricordata la Chiamata alla carica (invito a Dio a guidare le menti dei cardinali). Alla fine, il cardinale protodiacono si affaccia sulla loggia di San Pietro per proclamare il “Habemus Papam”. Seguono l’apparizione del nuovo Pontefice, l’abbraccio con il cardinale decano e il solenne saluto Urbi et Orbi.
Storia e curiosità: Conclavi decisivi del Novecento includono quelli del 1939 (svolto in pochi giorni per la malattia di Pio XI, eletto Pacelli) e del 1978 (due in meno di due mesi: Albino Luciani e Giovanni Paolo II). Da ricordare anche l’elezione di Giovanni Paolo II (1978) che spezzò la tradizione italiana e introdusse un Papa polacco. In tempi più recenti, Benedetto XVI (2005) e Francesco (2013) furono entrambi favoriti ma mai certi. Nel 2025 il Conclave (inizio 7 maggio 2025) è il 76º secondo le regole di Ubi Periculum. Tra gli “hot topics” attuali vi sono il numero (133 cardinali elettori giunti a Roma) e il rispetto della tradizione del “Extra omnes” (“tutti fuori”) – pronunciato dall’ultimo diacono presente per far uscire tutti dalla Sistina – prima di chiudere le porte del conclave.
Queste nozioni fondamentali sul conclave collegano il passato al presente: la storia millenaria del Conclave crea il contesto della scelta che si svolge ora.
Per approfondimenti sulle novità di quest’elezione papale vedi la sezione notizie esclusive conclave 2025.
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